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TempeStina

Cinque libri da leggere al pancione
ottobre 15, 2018
 

TempeStina

Dai 4 anni
Lena Anderson - LupoGuido

H o conosciuto Tempestina per caso, un giorno che passeggiavo tra gli scaffali di una libreria per bambini. L’ho subito amata e posso affermare con assoluta certezza che, adesso, è il mio libro per bambini preferito. Ogni volta che lo leggo è come se tornassi indietro nel tempo. Quando ero piccola i miei genitori dovevano lavorare quasi tutta l’estate e così, per non farmi stare a Roma chiusa in casa, mi mandavano in Calabria dai miei nonni materni. Qualche giorno dopo che la scuola finiva, mi ritrovavo alla stazione Termini seduta su un treno accanto a mio nonno che ogni anno veniva a prendermi. Il viaggio era lungo: nessun Frecciarossa, solo un treno che faceva infinite soste in tutte le stazioni da Roma fino a Vibo Valentia. Ero agitata, non ne volevo sapere di star seduta tutte quelle ore e chiedevo in continuazione: “Nonno quando arriviamo?”, “Nonno quanto manca ancora?”. Lui mi rispondeva paziente: “Manca poco. Tra poco spunterà il mare”. Io guardavo fuori dal finestrino, ma del mare non c’era traccia. Fino a quando, dopo ore di attesa, eccolo lì: una distesa azzurra, infinita, bellissima.

 
Tempestina
 

I nonni e gli zii prendevano in affitto ogni anno una casa vicino al mare. Ci andavamo a stare in 15 tra bambini e adulti. Condividevamo stanze, sedie, cibo. La mattina presto eravamo già sulla spiaggia e ci restavamo fino a dopo il tramonto. Andavamo a pesca, facevamo gare di tuffi e corse infinite sulla sabbia. I grandi piantavano una decina di ombrelloni, tiravano fuori sedioline, asciugamani, tavolini. Si mettevano a giocare a carte fino al tramonto quando spuntavano una marea di borse frigo piene zeppe di cose da mangiare. Luglio e agosto trascorrevano così e se dovessi descrivere la felicità direi che assomiglia molto alle mie estati calabresi.

 
Tempestina2
 

Questi sono i ricordi che mi vengono in mente tutte le volte che leggo Tempestina. Anche lei, come me, ogni estate la passa a casa del nonno su una piccola isola in mezzo al mare. È una bambina vivace e curiosa, che cammina sempre scalza e che ama collezionare piccoli oggetti portati a riva dalle onde. Le calde giornate estive scorrono tranquille: Stina e il nonno vanno in barca, cucinano pesce, fanno lunghe passeggiate. Poi una sera arriva una tempesta. Stina e lì vicino agli scogli. Ha freddo, è spaventata e piange. Il nonno ci mette un po’ a trovarla, ma alla fine arriva in tempo per insegnare a Stina come bisogna affrontare una tempesta. Alla fine arriva il sole e il mare porta alla bambina un regalo inetteso e bellissimo.

PS: Mentre scrivo sono a Milano e sono sola. Le mie bambine sono a Livorno. Ogni anno le mando al mare a casa dei nonni paterni.

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